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Ma lui credeva nelle ferite e si sfiorava, si toccava nel cuore con la mano nervosa, guardando le nuvole correre via impazienti da lì, da quel tetto sospeso sugli uomini.


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Parola di Dio

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18 Aprile 2008

Giovanni 13,12-20
Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono.
In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Parola del Signore

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(per completezza aggiungere 13,21-30)
La pericope evangelica si colloca nel capitolo riassuntivo di tutto il Vangelo di Giovanni; il capitolo della svolta verso la Croce, il luogo della spiegazione e della sovrapposizione tra Croce ed Eucaristia: il senso, il significato del morire di Cristo è spiegato qui.
Tutti quanti sappiamo che il più grande dolore che un uomo può provare è l'essere tradito da un amico.
Il tradimento del nemico ed il male ricevuto dal nemico è comprensibile e ci si può difendere.
Ma il fendete più crudele e lacerante è quello di "colui che mangia il pane con me".
Gesù va a toccare anche questo dolore per non esserne lontano.
E non lascia questo sentimento all'intimità del suo cuore, ma lo consegna agli apostoli del Vangelo
cosicché sappiano riconoscere in questo sentimento la personalità di Dio (Io sono).
Questo lavare i piedi quindi non è più solo un bel gesto simbolico, è il battessimo/lavacro che il discepolo sceglie per imitare il maestro.
Giuda, il traditore per eccellenza, nel Vangelo di Giovanni è anche l'unico che viene inviato ("quello che devi fare fallo presto"): Gesù si consegna nelle sue mani (alla sua libertà) e lo invia agli esiti della sua libertà (se vuoi puoi tradirmi, consegnarmi alla morte).
"Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato" così il nuovo discepolo (del Cristo risorto) se vuole accogliere il Padre e Gesù, deve accogliere questo inviato: il traditore.
Accogliere pienamente Cristo (quindi nella sua piena divinità 'sovrapposta' al Padre) è accogliere Giuda.
Se sei Giuda ti senti accolto da Cristo e mai condannato da lui,
perché è lui che si consegna a te consapevolmente (il boccone).
Se sei discepolo di Cristo, sai cosa devi fare: accogliere Giuda.

Parola di un discepolo amato

 

 

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