| «I vecchi sempre tra i piedi, chiusi in cucina se viene qualcuno
». Così canta Baglioni nella sua canzone. Sono gli stessi che ti
imboccavano sul seggiolone quand’eri bambino. Sono gli stessi che tu
sarai tra qualche anno. I vecchi sono anche uno dei tanti
argomenti di cui, caro Direttore, si è parlato troppo poco in questa
campagna elettorale. Come attivista dell’Udc ho cercato
personalmente di non assecondare la tendenza all’oblio, giacché il
rispetto, l’attenzione e la dedizione ai vecchi è la misura della
civiltà di un Paese, di ogni comunità: le decisioni e la politica
verso gli anziani rivelano l’intelligenza e la lungimiranza degli
amministratori e della popolazione che li vota, o al contrario la
stupidità e la grettezza. Gli anziani sono una risorsa – e non solo
perché danno una mano nelle cure dei nipoti e magari anche qualche
manciata di euro –, sono il futuro di tutti. Se creiamo per loro
strade sicure, spazi di ritrovo, servizi di accompagnamento o di
ristoro, luoghi di serenità per l’ultima solitudine, lo facciamo per
noi. Ogni carezza data a loro è un investimento per noi. Ogni
iniziativa ad essi indirizzata, sia materiale che culturale, ogni
atto che mira a rafforzare concretamente il senso di rispetto verso
di loro verrà restituito con gli interessi. Forse non torneranno mai
più i tempi del vecchio carismatico, capofamiglia al centro delle
attenzioni; ma di quell’epoca occorre ritrovare lo spirito, perché
la società che ci aspetta (si prevede che tra non molti anni una
persona su tre avrà oltre 65 anni) sarà piena di vecchi, che saremo
noi; e non desideriamo certamente che quella società di domani che
noi stiamo creando ci lasci con «povere patte sbottonate». |